Negli ultimi quindici anni il Portogallo è diventato una delle mete preferite dagli italiani che si trasferiscono all'estero: pensionati attratti dal clima e, fino al 2023, dai vantaggi fiscali, giovani professionisti, lavoratori da remoto, imprenditori e studenti. Le comunità italiane più numerose vivono a Lisbona, Porto, in Algarve e a Madeira. Questa pagina riassume i passi principali; le regole cambiano spesso, quindi è sempre bene verificare presso le fonti ufficiali e farsi consigliare da un commercialista o un avvocato esperto di entrambi i paesi.
Entrare e restare: i documenti
Come cittadini dell'Unione europea, gli italiani possono entrare in Portogallo con la carta d'identità e vivere e lavorare liberamente. Per soggiorni di oltre tre mesi bisogna però registrarsi presso la Câmara Municipal (il comune) del luogo di residenza e ottenere il Certificado de Registo de Cidadão da União Europeia, con una piccola spesa. Dopo cinque anni di residenza legale si può chiedere il certificato di residenza permanente.
Il documento più importante è il NIF (Número de Identificação Fiscal), il codice fiscale portoghese, indispensabile per affittare o comprare casa, aprire un conto in banca, firmare un contratto di lavoro o anche solo un abbonamento telefonico. Si ottiene presso gli uffici delle Finanças. Chi lavora deve avere anche il NISS, il numero di previdenza sociale.
Sanità
Per soggiorni brevi basta la tessera sanitaria europea (TEAM). Una volta residenti, ci si iscrive al servizio sanitario nazionale presso il centro de saúde della propria zona per ottenere il número de utente. Il servizio pubblico è buono ma con lunghe attese e carenza di medici di famiglia, per cui molti stranieri stipulano anche un'assicurazione privata (vedi la sanità in Portogallo).
L'iscrizione all'AIRE
Chi trasferisce la residenza all'estero per più di dodici mesi è tenuto a iscriversi all'AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, entro novanta giorni, tramite il portale del consolato. La sezione consolare dell'Ambasciata d'Italia a Lisbona è il riferimento per passaporti, documenti e servizi; ci sono anche alcuni consoli onorari in altre città.
Le tasse
Si è considerati residenti fiscali in Portogallo se si trascorrono più di 183 giorni l'anno nel paese o se vi si ha la residenza abituale. I residenti pagano l'IRS, l'imposta sul reddito, con aliquote progressive.
Per anni il Portogallo ha attirato stranieri con il regime dei residenti non abituali (NHR), che prevedeva un'aliquota fissa del 20% sui redditi da lavoro qualificato e una tassazione molto bassa per molte pensioni estere. Il regime è stato chiuso ai nuovi ingressi dalla fine del 2023. Al suo posto è stato introdotto l'IFICI, chiamato anche "NHR 2.0", con un'aliquota del 20% per dieci anni sui redditi da lavoro dipendente e autonomo, ma riservato a professionisti altamente qualificati in settori come la ricerca, l'innovazione, l'ingegneria, l'informatica, la medicina e l'università, assunti da aziende o enti che rispondono a requisiti precisi. Non bisogna essere stati residenti fiscali in Portogallo nei cinque anni precedenti, e la domanda va presentata entro il 15 gennaio dell'anno successivo a quello in cui si diventa residenti.
Le pensioni
Con la fine del vecchio regime, le pensioni italiane dei nuovi residenti sono tassate secondo le regole ordinarie e la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Portogallo: in linea generale, le pensioni pubbliche (come quelle degli ex dipendenti statali) restano tassate in Italia, mentre le pensioni private, come quelle dell'INPS da lavoro privato, sono tassate in Portogallo con le aliquote progressive. Il vantaggio fiscale che spingeva molti pensionati a trasferirsi si è quindi molto ridotto; restano il clima, la qualità della vita e un costo della vita più basso fuori dalle grandi città (vedi il costo della vita).
Lavorare e lavorare da remoto
Il mercato del lavoro offre opportunità soprattutto nell'informatica, nei call center multilingue, nel turismo e nei servizi, dove la conoscenza dell'italiano è spesso richiesta; i salari però sono più bassi che in Italia (vedi lavorare in Portogallo e fare affari in Portogallo). Lisbona, Porto e Madeira sono diventate mete popolari per i lavoratori da remoto, con molti spazi di coworking. Chi lavora da remoto per un datore di lavoro italiano dovrebbe verificare con attenzione la propria situazione fiscale e previdenziale.
La casa
Trovare casa è la difficoltà principale, soprattutto a Lisbona e Porto, dove gli affitti sono aumentati moltissimo: per un contratto si chiedono di solito una cauzione e alcune mensilità anticipate. Le città medie dell'interno e del centro, come Coimbra, Braga, Viseu o Évora, sono molto più accessibili. Vedi comprare casa in Portogallo.
Collegamenti con l'Italia
Lisbona, Porto, Faro e Madeira hanno voli diretti da molti aeroporti italiani, con compagnie tradizionali e low cost (vedi come arrivare in Portogallo e gli aeroporti portoghesi). Per orari, collegamenti e servizi degli aeroporti italiani della nostra rete, consulta le guide degli aeroporti di Alghero, Cagliari, Olbia e Pisa. Per lo studio e l'Erasmus vedi studiare in Portogallo e le guide di Informagiovani Italia.