Portogallo.ccAi confini dell'oceano
Storia, cultura, tradizioni

La religione in Portogallo

Un paese profondamente cattolico per tradizione, con una ricca religiosità popolare e una storia religiosa fatta anche di espulsioni e ritorni.

Il Portogallo è uno dei paesi più cattolici d'Europa: nel censimento del 2021 circa l'80% degli abitanti si è dichiarato cattolico. La religione ha segnato profondamente la storia, l'arte, il calendario e il paesaggio del paese, punteggiato di chiese, cappelle e croci. Ma come in tutta Europa la pratica religiosa è in calo, e la società si è rapidamente secolarizzata.

Chiesa e Stato

La nascita stessa del Portogallo è legata alla Chiesa: il primo re, Afonso Henriques, ottenne il riconoscimento del papa nel 1179, e la Reconquista fu combattuta come una crociata, con l'aiuto degli ordini militari come i Templari (vedi Tomar). La Prima Repubblica, nel 1911, separò lo Stato dalla Chiesa con leggi fortemente anticlericali. La dittatura di Salazar, al contrario, si appoggiò alla Chiesa cattolica, con il concordato del 1940 e il motto "Dio, Patria, Famiglia". Oggi lo Stato è laico, ma la Chiesa conserva un ruolo sociale importante, soprattutto nell'assistenza attraverso le Misericórdias.

Fátima e la religiosità popolare

Il centro della devozione portoghese è Fátima, dove nel 1917 tre pastorelli dissero di aver visto la Vergine: il santuario accoglie milioni di pellegrini l'anno, molti dei quali arrivano a piedi da tutto il paese per i grandi pellegrinaggi del 13 maggio e del 13 ottobre. Nel 2023 Lisbona ha ospitato la Giornata Mondiale della Gioventù con papa Francesco, con oltre un milione di partecipanti.

La religiosità popolare si esprime nelle romarias, feste di pellegrinaggio ai santuari con processioni, musica e banchetti, soprattutto nel nord, e nelle feste dei santi popolari di giugno: Sant'Antonio, nato a Lisbona intorno al 1195 e patrono della città (anche se in Italia è conosciuto come Sant'Antonio di Padova), San Giovanni a Porto e San Pietro. Nelle Azzorre il culto dello Spirito Santo, con le sue cappelle colorate e le distribuzioni di pane e zuppa ai poveri, è una tradizione medievale sopravvissuta solo qui e nelle comunità di emigranti azzorriani.

Gli ebrei portoghesi

Nel Medioevo il Portogallo ebbe una fiorente comunità ebraica, cresciuta dopo il 1492 con l'arrivo di decine di migliaia di ebrei espulsi dalla Spagna. Nel 1496-1497 il re Manuel I, per sposare una principessa spagnola, ordinò la loro espulsione, ma di fatto impose la conversione forzata. I "cristiani nuovi" furono perseguitati dall'Inquisizione, istituita nel 1536 e abolita solo nel 1821, e molti fuggirono ad Amsterdam, Londra, Livorno e nell'impero ottomano, formando la diaspora sefardita portoghese. Alcuni continuarono a praticare l'ebraismo in segreto per secoli, come a Belmonte. Le giudecche di Castelo de Vide, Trancoso e la sinagoga di Tomar ne conservano la memoria.

Le altre fedi

Il Portogallo ha piccole comunità musulmane, in gran parte di origine mozambicana e guineana e, più di recente, dell'Asia meridionale, con la grande moschea centrale di Lisbona inaugurata nel 1985. Lisbona è dal 2015 la sede mondiale della comunità musulmana ismailita dell'Aga Khan. Ci sono anche comunità induiste, venute soprattutto dal Mozambico, e chiese evangeliche in forte crescita, spesso legate all'immigrazione brasiliana. Vedi anche le tradizioni portoghesi.