Per capire il Portogallo di oggi bisogna partire da una data: il 25 aprile 1974, quando la Rivoluzione dei Garofani mise fine a 48 anni di dittatura. In mezzo secolo il paese è passato da un'economia agricola e povera, con un impero coloniale in guerra, a una democrazia europea stabile, membro dell'Unione europea dal 1986 e dell'euro dal 1999. Ha attraversato una grave crisi finanziaria, con il salvataggio internazionale del 2011-2014 (vedi la crisi economica), e ne è uscito con conti pubblici tra i più virtuosi d'Europa. Ma restano nodi irrisolti: salari bassi, case care, servizi pubblici sotto pressione.
La politica
Per decenni la politica portoghese è stata dominata da due partiti: il Partito Socialista (PS), di centrosinistra, e il Partito Social Democratico (PSD), di centrodestra nonostante il nome (vedi l'ordinamento dello Stato). Negli ultimi anni il quadro è cambiato. Dopo le dimissioni del socialista António Costa nel 2023, oggi presidente del Consiglio europeo, le elezioni del 2024 e del 2025 hanno portato al governo l'Alleanza Democratica (PSD e CDS) guidata da Luís Montenegro, con un governo di minoranza. Il fatto nuovo è l'ascesa di Chega, partito della destra populista fondato nel 2019 da André Ventura, diventato alle elezioni del maggio 2025 la seconda forza in Parlamento, davanti al PS.
Nelle elezioni presidenziali di gennaio-febbraio 2026 il socialista moderato António José Seguro ha battuto al ballottaggio André Ventura con un ampio margine, succedendo a Marcelo Rebelo de Sousa. Il presidente ha poteri limitati ma importanti, come il veto sulle leggi e lo scioglimento del Parlamento.
L'economia
Dopo la crisi, l'economia portoghese è cresciuta più della media dell'eurozona, trainata dal turismo, dalle esportazioni e dagli investimenti esteri, e lo Stato ha registrato avanzi di bilancio, riducendo il debito pubblico sotto il 100% del PIL. Il turismo ha battuto un record dopo l'altro: Lisbona, Porto, l'Algarve e Madeira accolgono decine di milioni di visitatori l'anno. Il paese è diventato anche una meta per startup e lavoratori digitali, con il Web Summit di Lisbona come vetrina. Le energie rinnovabili, eolico, solare e idroelettrico, coprono gran parte della produzione elettrica.
I problemi aperti
Il rovescio della medaglia è il costo della vita. I salari restano tra i più bassi dell'Europa occidentale: il salario minimo, pagato su 14 mensilità, è di poco superiore ai 900 euro lordi al mese nel 2026, e lo stipendio medio è lontano da quello di Spagna o Italia. Intanto i prezzi delle case e degli affitti sono esplosi, soprattutto a Lisbona e Porto, spinti dal turismo, dagli affitti brevi e dagli acquirenti stranieri: molti portoghesi sono costretti a vivere lontano dai centri o a rinviare l'uscita dalla casa dei genitori (vedi comprare casa in Portogallo). Il servizio sanitario nazionale soffre per la mancanza di medici di famiglia e le lunghe attese (vedi la sanità).
Popolazione e migrazioni
Il Portogallo ha una delle popolazioni più anziane d'Europa e un tasso di natalità molto basso. Negli ultimi anni la popolazione è tornata a crescere solo grazie all'immigrazione, che ha portato nel paese oltre un milione e mezzo di residenti stranieri, soprattutto brasiliani, ma anche dall'Africa lusofona, dall'Asia meridionale e dall'Europa (vedi l'immigrazione). Allo stesso tempo, molti giovani laureati continuano a emigrare verso paesi con salari più alti, in una storia che si ripete da secoli (vedi l'emigrazione portoghese). Il tema dell'immigrazione è diventato centrale nel dibattito politico, e nel 2025 il Parlamento ha approvato regole più restrittive sull'ingresso e sulla cittadinanza.
Una società che cambia
Il Portogallo resta un paese cattolico per tradizione, ma la società si è secolarizzata rapidamente: ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2010, ha adottato un modello pionieristico sulle droghe nel 2001 e ha approvato una legge sull'eutanasia nel 2023. Il paese ha uno dei livelli di sicurezza più alti al mondo e una grande apertura verso gli stranieri. Le sfide dei prossimi anni sono chiare: alzare i salari, rendere le case accessibili, adattarsi al cambiamento climatico, che porta siccità e incendi sempre più gravi, e trattenere le nuove generazioni.