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L'emigrazione portoghese

Milioni di portoghesi vivono fuori dal paese: una storia di partenze e ritorni che ha plasmato l'identità nazionale.

Pochi paesi europei hanno una storia di emigrazione lunga e intensa come il Portogallo. Si stima che circa due milioni di persone nate in Portogallo vivano all'estero, una delle percentuali più alte d'Europa rispetto alla popolazione, e i discendenti di portoghesi nel mondo sono molti milioni di più. Non a caso la festa nazionale del 10 giugno si chiama "Giornata del Portogallo, di Camões e delle Comunità portoghesi".

Dalle scoperte al Brasile

L'emigrazione portoghese inizia con le scoperte e l'impero: dal Cinquecento migliaia di portoghesi partirono per l'India, l'Africa e soprattutto il Brasile, che fino al Novecento fu la destinazione principale. Nell'Ottocento intere generazioni di giovani del Minho e delle Beiras partirono per Rio de Janeiro e San Paolo; alcuni tornarono ricchi, i cosiddetti "brasileiros de torna-viagem", e costruirono nei loro villaggi palazzi colorati, scuole e ospedali. Dalle Azzorre e da Madeira si partiva invece verso gli Stati Uniti (soprattutto Massachusetts, Rhode Island e California), le Hawaii, il Canada, il Venezuela e il Sudafrica.

La grande emigrazione degli anni Sessanta

La fase più drammatica arrivò negli anni Sessanta e all'inizio dei Settanta, durante la dittatura e le guerre coloniali: circa un milione e mezzo di portoghesi lasciò il paese, soprattutto verso la Francia, ma anche Germania, Lussemburgo e Svizzera. Molti partirono "a salto", clandestinamente, attraversando a piedi i Pirenei per sfuggire alla miseria o alla leva militare per le guerre in Africa. Nei dintorni di Parigi sorsero enormi baraccopoli, come quella di Champigny-sur-Marne. La comunità portoghese in Francia è ancora oggi una delle più grandi d'Europa, e in Lussemburgo le persone di origine portoghese sono circa un sesto della popolazione.

Le case degli emigranti e l'agosto

Le rimesse degli emigranti hanno sostenuto per decenni l'economia di molte regioni. Il segno più visibile sono le "casas de emigrante", case costruite al paese natale con i risparmi di una vita, spesso con elementi architettonici francesi o svizzeri, tetti spioventi e piastrelle colorate, che punteggiano il paesaggio del nord e del centro. Ogni agosto gli emigranti tornano in massa per le vacanze, con le auto con targa francese o svizzera, e i villaggi si riempiono per le feste patronali.

L'esodo dei giovani

Durante la crisi del 2011-2014 l'emigrazione tornò a livelli altissimi: oltre centomila persone l'anno lasciarono il paese, molte giovani e laureate, verso il Regno Unito, la Svizzera, la Germania, la Francia e l'Angola. Ancora oggi, nonostante la ripresa, molti giovani qualificati partono per salari più alti, e lo Stato ha creato programmi come Regressar, con agevolazioni fiscali per chi torna. La saudade, la nostalgia così tipicamente portoghese, è anche figlia di questa lunga storia di partenze.