Il Portogallo è, in proporzione alla superficie, uno dei paesi europei più colpiti dagli incendi boschivi. Quasi ogni estate le immagini di colline in fiamme, villaggi evacuati e pompieri esausti fanno il giro del mondo. Capire perché significa capire molto del paese: la sua storia rurale, l'emigrazione, l'economia del legno e il clima che cambia.
Il 2017, l'anno della tragedia
Il 17 giugno 2017, un incendio scoppiato nei dintorni di Pedrógão Grande, nel centro del paese, si propagò con una velocità impressionante in una giornata di caldo estremo e venti violenti. Morirono 66 persone, molte delle quali intrappolate in auto lungo una strada nazionale mentre cercavano di fuggire. Quattro mesi dopo, il 15 ottobre, decine di incendi simultanei nel centro e nel nord provocarono circa altre 50 vittime. In tutto, nel 2017 bruciarono circa mezzo milione di ettari e morirono oltre cento persone: fu lo shock che spinse il paese a ripensare la gestione delle foreste. Anche negli anni successivi ci sono stati grandi incendi, come quello di Monchique, in Algarve, nel 2018, e quelli dell'estate 2025, tra i più estesi degli ultimi anni.
Perché il Portogallo brucia
Le cause sono molte e intrecciate:
- L'eucalipto: il Portogallo ha una delle più grandi superfici di eucalipto d'Europa, piantato a partire dal Novecento per alimentare l'industria della carta e della cellulosa, uno dei settori principali dell'economia. L'eucalipto cresce rapidamente, ma è molto infiammabile e le sue foglie e cortecce favoriscono la propagazione del fuoco. Lo stesso vale per i grandi pini marittimi.
- L'abbandono delle campagne: l'emigrazione e lo spopolamento dell'interno hanno lasciato migliaia di terreni incolti, dove crescono arbusti e sterpaglie che diventano combustibile. La proprietà è frammentata in milioni di piccoli appezzamenti, spesso di proprietari anziani o emigrati, difficili da gestire.
- Il clima: estati sempre più calde e secche, ondate di calore e venti forti rendono gli incendi più frequenti, più intensi e più difficili da controllare.
- Le cause umane: la maggior parte degli incendi è provocata dall'uomo, per negligenza (bruciature agricole, macchinari, mozziconi) e talvolta per dolo.
Le riforme
Dopo il 2017 il Portogallo ha creato un'agenzia nazionale per la gestione integrata degli incendi rurali e ha rafforzato la prevenzione: obbligo di pulire la vegetazione attorno alle case e ai villaggi, limitazioni alle nuove piantagioni di eucalipto, programmi come "Aldeia Segura", per preparare i villaggi all'evacuazione, e più mezzi aerei. I risultati si vedono in alcuni anni, ma la trasformazione del paesaggio forestale richiede decenni.
Consigli per chi viaggia
Nei mesi più caldi, da giugno a ottobre, è bene informarsi sul rischio di incendio, pubblicato quotidianamente dall'istituto meteorologico IPMA, ed evitare escursioni nei boschi nei giorni di allerta. Fare fuochi all'aperto è vietato in gran parte del paese durante il periodo critico. In caso di emergenza il numero da chiamare è il 112. Per un quadro del clima, vedi il clima in Portogallo.