Il Madeira è un vino ricercato che, come dice il nome, viene dalla splendida isola atlantica di Madeira. È un vino fortificato, come il Porto, ma con un carattere unico: grazie al riscaldamento a cui viene sottoposto durante la maturazione è praticamente indistruttibile, e una bottiglia aperta si conserva per mesi, mentre i grandi Madeira possono invecchiare per oltre cento anni. La viticoltura dell'isola, praticata su piccole terrazze strappate alle montagne vulcaniche, è legata soprattutto alla produzione di questo vino.
Una storia nata sulle navi
La storia del Madeira è legata alla posizione dell'isola, scalo obbligato sulle rotte verso l'Africa, l'India e le Americhe. Già nel Cinquecento e nel Seicento le navi caricavano a Funchal botti di vino che dovevano poi attraversare i tropici nelle stive roventi, dove il vino rischiava di inacidire. Per conservarlo si cominciò ad aggiungervi un po' di acquavite, e si scoprì che il caldo e il lento ondeggiare del viaggio, invece di rovinarlo, lo rendevano migliore: il vino che tornava dalle Indie, il vinho da roda, "vino del giro", era il più apprezzato e costoso.
Nel Settecento il Madeira divenne il vino più amato nelle colonie inglesi d'America: secondo la tradizione fu usato per brindare alla firma della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti nel 1776. Nell'Ottocento la viticoltura dell'isola fu devastata prima dall'oidio e poi dalla fillossera, ma si riprese grazie a nuove piantagioni e al lavoro di famiglie di commercianti, molte di origine inglese.
Come si produce
Per riprodurre l'effetto dei lunghi viaggi tropicali, il vino viene riscaldato con due metodi. Con l'estufagem, usata per i vini più giovani, il vino viene scaldato in grandi vasche di acciaio, le estufas, a circa 45-50 °C per almeno tre mesi. Con il metodo canteiro, riservato ai vini migliori, il vino invecchia lentamente in botti di legno sistemate nei sottotetti delle cantine, dove il calore naturale dell'isola lo "cuoce" nel corso degli anni. La fortificazione avviene con acquavite di vino, che porta il grado alcolico a circa 17-22 gradi, in momenti diversi secondo la dolcezza desiderata.
Vitigni e stili
Le quattro varietà nobili danno il nome ai vini, dal più secco al più dolce:
- Sercial: secco, acido e fresco, ottimo come aperitivo o con il pesce;
- Verdelho: semisecco, con note di frutta secca e miele;
- Boal (o Bual): semidolce, ricco e vellutato;
- Malvasia, chiamata in inglese Malmsey: dolce, intensa, da dessert.
Molto diffusa è anche l'uva rossa Tinta Negra, la più coltivata dell'isola, versatile in tutti gli stili. Le etichette indicano spesso l'età media (5, 10, 15, 20, 30, 40 e 50 anni); i Colheita sono vini di una sola annata, invecchiati almeno cinque anni, mentre i Frasqueira o Garrafeira, i più pregiati, sono vini di annata invecchiati almeno vent'anni in botte. Esiste anche il Rainwater, uno stile leggero e semisecco.
Degustare il Madeira
A Funchal si possono visitare le storiche cantine, come la Blandy's Wine Lodge, in un antico convento francescano nel centro, dove si scopre la storia del vino tra botti centenarie e si fanno degustazioni; l'Istituto del Vino, del Ricamo e dell'Artigianato di Madeira ospita una sala espositiva dedicata. A fine agosto e inizio settembre la Festa del Vino celebra la vendemmia con eventi a Funchal e nei villaggi vinicoli come Estreito de Câmara de Lobos. Il Madeira si abbina bene anche ai dolci dell'isola, come il bolo de mel.
Gli altri vini portoghesi
Se il Porto e il Madeira sono i vini più celebri del panorama portoghese, molte altre regioni producono ottimi vini: la Bairrada, nel centro, con i suoi rossi e i suoi spumanti; il Dão, a sud del Douro, con rossi eleganti; il Vinho Verde, nel nord-ovest, con bianchi giovani, freschi e leggermente frizzanti, oggi esportati in tutto il mondo; e l'Alentejo, con rossi morbidi e molto apprezzati. Le vie del vino portoghesi sono infinite e mostrano quanto questa tradizione sia radicata da secoli nella cultura del paese: le raccontiamo nella pagina sui vini del Portogallo.