Portogallo.ccAi confini dell'oceano
Storia, cultura, tradizioni

La musica portoghese oltre il fado

Il fado è l'anima, ma non è tutto: un paese piccolo con una scena musicale sorprendentemente ricca e varia.

Quando si pensa alla musica portoghese viene subito in mente il fado, la canzone malinconica di Lisbona e Coimbra, patrimonio dell'UNESCO. Ma il Portogallo ha una tradizione musicale molto più ampia, che va dai canti corali dei contadini dell'Alentejo alle canzoni di protesta che accompagnarono la rivoluzione, dal rock anni Ottanta all'elettronica nata nei quartieri afro-portoghesi di Lisbona.

La musica popolare

Ogni regione ha le sue musiche e danze tradizionali, mantenute vive dai ranchos folclóricos, gruppi in costume che si esibiscono nelle feste: il vira e la chula del Minho, il corridinho dell'Algarve, i balli delle Beiras. Nell'Alentejo il cante alentejano, canto polifonico corale senza strumenti, è patrimonio dell'UNESCO dal 2014 (vedi Serpa). Nella Terra de Miranda risuonano le cornamuse e la danza dei bastoni dei pauliteiros (vedi Miranda do Douro).

Gli strumenti tipici sono la guitarra portuguesa, a dodici corde, voce del fado; la viola braguesa e la viola amarantina; il cavaquinho, piccola chitarra a quattro corde del Minho. Da un parente del cavaquinho, il machete di Madeira, portato alle Hawaii dagli emigranti madeirensi nel 1879, nacque l'ukulele.

La musica della rivoluzione

Negli anni Sessanta e Settanta, sotto la dittatura, nacque la música de intervenção, la canzone d'impegno politico, spesso censurata. Il suo autore più celebre è José "Zeca" Afonso. La sua canzone "Grândola, Vila Morena", trasmessa alla radio poco dopo la mezzanotte del 25 aprile 1974, fu il segnale convenuto per l'avvio della Rivoluzione dei Garofani, e ancora oggi è l'inno della democrazia portoghese, cantato nelle manifestazioni. Con lui, cantautori come Sérgio Godinho, José Mário Branco e Fausto hanno scritto la colonna sonora di quegli anni.

Il rock e la musica pop

Dopo la rivoluzione esplose il rock portoghese: Rui Veloso, considerato il padre del rock cantato in portoghese, gli Xutos & Pontapés, i GNR, gli UHF e più tardi gli Ornatos Violeta. Negli anni Novanta i Madredeus, con la voce di Teresa Salgueiro, portarono nel mondo un suono sospeso tra fado, musica antica e minimalismo, anche grazie al film di Wim Wenders Lisbon Story. Accanto a questa scena convive la popolarissima música pimba, canzoni da balera allegre e spesso piene di doppi sensi, colonna sonora delle feste di paese estive.

La Lisbona afro-lusitana

Una parte essenziale della musica portoghese contemporanea viene dalle comunità africane (vedi l'immigrazione): la musica capoverdiana, le mornas e le coladeiras, la kizomba e il semba angolani, e il kuduro, ritmo elettronico nato a Luanda e reinventato a Lisbona dai Buraka Som Sistema. Oggi artisti come Dino d'Santiago e Branko mescolano queste radici con il pop e l'elettronica. Anche il fado si rinnova, con voci come Mariza, Ana Moura e Carminho.

Eurovision e festival

Nel 2017 il Portogallo vinse per la prima volta l'Eurovision Song Contest con Salvador Sobral e la delicata ballata "Amar pelos dois", scritta dalla sorella Luísa, e l'anno seguente ospitò la manifestazione a Lisbona. Il paese è anche una delle capitali europee dei festival estivi: NOS Alive e Rock in Rio a Lisbona, Primavera Sound a Porto, Super Bock Super Rock, Paredes de Coura nel Minho, il festival di world music di Sines e il Boom di Idanha-a-Nova.