Belmonte è un piccolo paese della Cova da Beira, su una collina tra la Serra da Estrela e la Serra da Esperança, non lontano da Covilhã. Nonostante le dimensioni, ha una storia straordinaria, legata a due vicende molto diverse: la scoperta del Brasile e la sopravvivenza di una comunità ebraica segreta.
Pedro Álvares Cabral
Qui nacque intorno al 1467 Pedro Álvares Cabral, il navigatore che nel 1500, al comando della flotta diretta in India, raggiunse le coste del Brasile. Il castello del Duecento, residenza della sua famiglia, conserva una finestra manuelina con lo stemma dei Cabral. Accanto si trovano la chiesa di Santiago, romanica, con il pantheon dei Cabral, e il Museo delle Scoperte, che racconta il viaggio e l'incontro tra portoghesi e popoli del Brasile. In paese c'è anche un museo dell'olio d'oliva.
Gli ebrei di Belmonte
Dopo la conversione forzata degli ebrei imposta nel 1497 e l'arrivo dell'Inquisizione, molte famiglie di Belmonte continuarono a praticare la propria fede in segreto per oltre quattro secoli, trasmettendo preghiere e riti di madre in figlia, sposandosi all'interno della comunità e mostrando all'esterno una vita cattolica. Furono "scoperti" nel 1917 dall'ingegnere ebreo polacco Samuel Schwarz, che rimase sbalordito trovandoli. Solo alla fine del Novecento la comunità tornò all'ebraismo ufficiale, e nel 1996 fu inaugurata la sinagoga Bet Eliahu. Il Museo Ebraico di Belmonte, aperto nel 2005, racconta questa storia unica.
Centum Cellas
A pochi chilometri dal paese si erge la torre di Centum Cellas, un enigmatico edificio romano a tre piani in granito, con molte aperture, che faceva probabilmente parte di una villa del I secolo. Belmonte si raggiunge in auto da Covilhã in circa 20 minuti, o in treno fino alla stazione di Belmonte-Manteigas.