Porto è una città di mercanti, artigiani e operai, orgogliosa della propria indipendenza e del proprio ruolo nella storia del paese: è chiamata la Cidade Invicta, la città invitta, per aver resistito a tanti assedi. Fa parte della guida di Porto; vedi anche la storia del Portogallo.
- VIII secolo a.C.Un castro celtico sorge sulla collina della Sé.
- I secolo a.C.I Romani si stabiliscono alla foce del Douro: Portus e Cale sulle due rive.
- 868Vímara Peres conquista la città ai mori e fonda la contea di Portucale.
- 1120La regina Teresa dona la città al vescovo.
- 1387Giovanni I sposa Filippa di Lancaster nella Sé.
- 1394Nasce a Porto Enrico il Navigatore.
- 1703Il trattato di Methuen apre il mercato inglese al vino Porto.
- 1757La rivolta delle taverne contro il monopolio del vino.
- 1809Il ponte delle barche crolla durante la fuga davanti ai francesi.
- 1832-1833L'assedio di Porto nella guerra civile tra liberali e assolutisti.
- 1886Inaugurazione del ponte Dom Luís I.
- 1996Il centro storico entra nel patrimonio dell'UNESCO.
Portus Cale
Sulla collina della Sé sorgeva un castro preromano, un villaggio fortificato. I Romani svilupparono un piccolo porto sulla riva nord, Portus, di fronte all'insediamento di Cale sulla riva sud, dove oggi c'è Gaia. Dall'unione dei due nomi nacque Portucale, che diede il nome alla contea e poi all'intero Portogallo. Dopo i Suebi, i Visigoti e un periodo di dominio musulmano, nell'868 il conte Vímara Peres riconquistò la città, fondando la contea di Portucale, nucleo del futuro regno.
La città dei vescovi e dei mercanti
Nel 1120 la regina Teresa donò la città al vescovo, e per secoli Porto fu governata dalla Chiesa, mentre una forte borghesia mercantile ne faceva la sua ricchezza con il commercio marittimo. Nel 1387 il re Giovanni I sposò nella Sé l'inglese Filippa di Lancaster, suggellando l'alleanza tra Portogallo e Inghilterra, la più antica d'Europa ancora in vigore. Il loro figlio Enrico il Navigatore, nato a Porto nel 1394, avviò l'età delle scoperte. Gli abitanti, si racconta, donarono tutta la carne alla spedizione per la conquista di Ceuta del 1415, tenendo per sé solo le interiora: da qui le tripas à moda do Porto e il soprannome di tripeiros.
Il vino e gli inglesi
Dal Seicento il commercio del vino Porto con l'Inghilterra trasformò la città. I mercanti inglesi fondarono le loro case a Gaia e lungo la Rua Nova dos Ingleses, oggi Rua do Infante. Nel 1756 il marchese di Pombal creò la Compagnia generale dell'agricoltura delle vigne dell'Alto Douro e la regione demarcata, scatenando nel 1757 una rivolta popolare contro il monopolio, duramente repressa. Il Settecento fu anche il secolo del barocco di Nicolau Nasoni.
Le guerre dell'Ottocento
Nel 1809, durante la seconda invasione francese, migliaia di abitanti in fuga davanti alle truppe del maresciallo Soult morirono nel crollo del ponte delle barche sul Douro: una lapide sulla Ribeira li ricorda. Nel 1820 a Porto scoppiò la rivoluzione liberale. Nel 1832-1833 la città, fedele ai liberali di Pietro IV, resistette per oltre un anno all'assedio delle truppe assolutiste di Michele I: da allora è la Cidade Invicta. Il cuore di Pietro IV è conservato nella chiesa della Lapa.
L'età industriale e il Novecento
Nella seconda metà dell'Ottocento Porto divenne il centro industriale del paese, con fabbriche tessili, la ferrovia, i ponti di ferro di Eiffel e Seyrig, la Borsa, i caffè e le ilhas, le file di casette operaie nascoste dietro i palazzi, alcune ancora abitate. Nel 1891 vi scoppiò la prima rivolta repubblicana. Durante la dittatura di Salazar il centro storico decadde, mentre la città cresceva in periferia. Con la democrazia e l'ingresso nell'Unione europea, Porto si è rinnovata: nel 1996 il centro storico è stato iscritto nel patrimonio dell'UNESCO, nel 2001 è stata capitale europea della cultura, nel 2004 ha ospitato gli Europei di calcio. Negli anni Dieci del Duemila, con i voli low cost e il turismo, la Ribeira e la Baixa sono rinate, e Porto è stata più volte eletta miglior destinazione europea.
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