Lisbona è una delle città più antiche d'Europa occidentale, più antica di Roma secondo alcuni storici. La sua posizione, su un grande porto naturale alla foce del Tago, l'ha resa per millenni un crocevia di popoli e commerci. Fa parte della guida di Lisbona; per il quadro nazionale vedi la storia del Portogallo.
- Circa 1200 a.C.I Fenici fondano uno scalo commerciale sulla collina del castello.
- 205 a.C.I Romani conquistano Olisipo, che diventa municipio con Giulio Cesare.
- 714I mori conquistano la città, chiamata al-Ushbuna.
- 1147Afonso Henriques conquista Lisbona con l'aiuto dei crociati.
- 1255Afonso III trasferisce la capitale da Coimbra a Lisbona.
- 1498Vasco da Gama raggiunge l'India partendo da Belém.
- 1580-1640Il Portogallo è unito alla Spagna sotto i re Asburgo.
- 1755Il 1° novembre terremoto, tsunami e incendio distruggono la città.
- 1807La corte fugge in Brasile davanti alle truppe di Napoleone.
- 1908Il re Carlos I è assassinato nella Praça do Comércio.
- 1910Il 5 ottobre è proclamata la Repubblica.
- 1933-1974L'Estado Novo di Salazar e Caetano.
- 1974Il 25 aprile la Rivoluzione dei garofani pone fine alla dittatura.
- 1998L'Expo 98 rinnova la zona orientale della città.
Dalle origini ai mori
Una leggenda attribuisce la fondazione di Lisbona a Ulisse, e il nome Olisipo sembrerebbe ricordarlo; in realtà fu probabilmente uno scalo fenicio. I Romani ne fecero un municipio prospero, con un teatro, terme e fabbriche di salsa di pesce, i cui resti si vedono sotto la Baixa e intorno alla Sé. Dopo i Visigoti, nel 714 arrivarono i mori, che restarono più di quattro secoli: la città, al-Ushbuna, si sviluppò intorno al castello e ad Alfama, e il loro segno resta nei nomi, nella trama dei vicoli e nell'arte degli azulejos.
La conquista e la capitale
Nel 1147 il primo re del Portogallo, Afonso Henriques, conquistò Lisbona dopo un assedio di quattro mesi, con l'aiuto di crociati inglesi, fiamminghi e tedeschi diretti in Terra Santa. Nel 1255 la città divenne capitale del regno al posto di Coimbra. Nel Medioevo crebbe come grande porto commerciale, aperto ai mercanti genovesi e fiorentini.
L'età delle scoperte
Nel Quattrocento e nel Cinquecento Lisbona divenne una delle città più ricche del mondo. Da Belém partirono le spedizioni che aprirono la rotta delle Indie, raggiunsero il Brasile, l'Africa, la Cina e il Giappone. Spezie, oro, zucchero, sete e porcellane arrivavano sul Tago, e il re Manuel I costruì i Jerónimos e la Torre di Belém. Ma fu anche il porto della tratta degli schiavi africani, una pagina che la città oggi ricorda con un memoriale. Nel 1496 gli ebrei furono costretti alla conversione, e nel 1506 un massacro colpì i "nuovi cristiani". Vedi l'impero portoghese.
Il terremoto del 1755
La mattina del 1° novembre 1755, mentre la città era nelle chiese per Ognissanti, un terremoto di magnitudo stimata intorno a 8,5 rase al suolo gran parte di Lisbona. Mezz'ora dopo un tsunami risalì il Tago, e gli incendi divamparono per giorni. Morirono forse tra le trentamila e le cinquantamila persone. La catastrofe scosse l'Europa: Voltaire ne fece il centro del Candido e del Poema sul disastro di Lisbona, mettendo in dubbio l'ottimismo filosofico. Il marchese di Pombal guidò la ricostruzione, con la Baixa razionale e antisismica, e lo studio scientifico dei terremoti nacque in gran parte da qui. Vedi la Baixa.
Dall'Ottocento a Salazar
Nel 1807, davanti all'invasione napoleonica, la corte fuggì in Brasile, che restò il centro dell'impero fino al 1821. L'Ottocento fu un secolo di guerre civili tra liberali e assolutisti, ma anche di modernizzazione: l'Avenida da Liberdade, i tram, i caffè letterari del Chiado. Nel 1908 il re Carlos I fu assassinato, e nel 1910 fu proclamata la Repubblica. Instabile, cadde nel 1926 con un colpo di Stato; da lì nacque l'Estado Novo di António de Oliveira Salazar, una dittatura conservatrice che durò quasi mezzo secolo. Durante la seconda guerra mondiale Lisbona, neutrale, fu la porta di fuga verso l'America per migliaia di profughi.
La Rivoluzione dei garofani
Il 25 aprile 1974 un gruppo di capitani dell'esercito, stanchi delle guerre coloniali in Africa, rovesciò il regime quasi senza sparare un colpo. La gente scese in strada e mise garofani rossi nelle canne dei fucili dei soldati: il segnale era stato la canzone Grândola, Vila Morena trasmessa alla radio. Seguirono la decolonizzazione, il ritorno di centinaia di migliaia di retornados dall'Africa e la democrazia. Il Museo do Aljube e il Largo do Carmo ricordano quei giorni.
Lisbona europea
Nel 1986 il Portogallo entrò nella Comunità europea, e Lisbona si trasformò: nel 1988 l'incendio del Chiado fu l'occasione per una rinascita, nel 1994 fu capitale europea della cultura, nel 1998 ospitò l'Expo. Dopo la crisi del debito del 2011-2014, la città è diventata una delle mete turistiche più amate d'Europa e una calamita per nomadi digitali e investitori stranieri, con i problemi di affitti e gentrificazione che ne sono seguiti. Vedi vivere a Lisbona.